Le Poesie di Divinus Dominus

Parole, parole, parole. Scritte in tempi passati, riproposte per un presente di incertezze. Parole, niente più, senza alcuna ambizione, senza alcuna regola, con molta fantasia.

Squarci d'anima 1997


Io sono

Criptico è il verbo mio
per chi conosce le mie ragioni
chiaro e lindo il novello dio
di mie forti e nuove emozioni.

Ridi

Quanti ti hanno amata ?
negli anni troppo rapidi bruciati
nei giorni dal tempo dimenticati
quanti ti hanno cercata ?

La vita ti è fuggita noiosa
mentre cadevi là sotto morivi
mentre sorgevi l’amore scoprivi
ed è tornata la vita rabbiosa.

Ridi graziosa ragazza
ridi di tutti quelli che ti usarono
ridi di coloro che ti amarono
Ridi fortunata ragazza.

Soffri nel cuore pieno di quello
perso nella follia della sua stranezza
a riscoprir le gioie nella fanciullezza
quando il tuo amor era sul più bello.

Ora sei qui offuscata mente
guardi, vorresti ma non puoi nemmeno
voler qualcuno maggiormente o meno
che non c’è segno in te volente.

Ridi graziosa ragazza
ridi di tutti quelli che ti odiarono
ridi di coloro che ti lasciarono
Ridi fortunata ragazza.

Bella sei tu nel tuo sorriso
ridenti occhi che parlano di te
la mano alzata nel salutare me
rinasce il sole sul tuo bel viso.

Addio a te amica mia
tu, mai pronta a chiedere
e sempre pronta a cedere
quel viso tuo che ora è via.

Ridi graziosa ragazza
ridi di quelli che ti sognarono
ridi di coloro che i fogli usarono
Ridi fortunata ragazza.

Io piango fortunata ragazza
piango tutti quelli che non mi amarono
piango tutti coloro che non mi ascoltarono
Io piango graziosa ragazza.

Il riso e il pianto si amano ora
in questa sera di folle gioia
io voglio che il tuo ricordo muoia
mentre riso e pianto si amano ancora.

Non capirai cara fanciulla

Non capirai cara fanciulla
le mie parole e perché le usi
in questa forma di dolci soprusi
son come bimbo in una culla.

Bimbo di cuore e voglioso amante
tutto proteso alle gioie terrene
mai appagate e per questo piene
svuotale tu impetuosa errante.

Erri nel mondo in spazio e sbaglio
vaghi cercando l’altrui sorriso
come quell’uomo storpiato in viso
che alla vita volea dar un taglio.

Morte del corpo e libertà di mente
sogno l’amore per lei che è la vita
sublime che vedo scorrere fra le dita
scoppia il mio cuore in tuono dirompente.

Non capirai bella fanciulla
le mie grida e perché le usi
in questo giorno di dolci soprusi
son come bimbo nella culla.

Conversione

Fuori un nuovo sole annuncia vita nova
il verde salice lacrima le fronde al vento
il muro bianco riluccica di candore caldo
in questo giorno di cuori in saldo
una radio suona un nuovo tormento
e nella mente mia stanca amore cova.

Ti ho vista camminare e ho creduto in dio.

Il giorno non più nuovo è invocato
da dolci amanti in convito amoroso
mentre cuori uccisi e dalla realtà affranti
illudono le menti da loro più distanti.
Amor è un disio acre odoroso
è sogno di bellezza mai ricambiato.

Ti ho visto riposare e ho creduto in dio.

Notte scura amante ammaliatrice
trappole dolci tendi a chi ti vuole
ma a chi ti cerca in donne belle
sopra ogni cosa distruggi le novelle
forze e a quelli il cuor solingo duole
amata estrema ultima meretrice.

Ti ho vista amare e ho creduto in dio.

Nuovo oblio

Vita amante del tempo mio
donna bella unica mai vista
parole libere fra noi correvano
pensieri sognati in me nascevano.
Fu solo povera, ennesima svista
e innanzi a me il nuovo oblio.

Sogno di libertino

Sogno di libertino amante
di una donna come te vogliosa
si da tutta e sempre licenziosa
ma mai a me sempre sognante.

Sogno di fumo

Vorrei essere la sigaretta accesa
che brucia fra le tue lunghe dita
con abilità sublime da te presa
posata sulle labbra e consumata
fin l’ultima boccata e poi la resa
deposta schiacciata non più ghermita
avuta amata e poi offesa.

Vorrei posarmi anch’io fra le tue labbra
carnose belle e d'amor vogliose.
Come vera amante ne sarai ebbra
di folli baci e da carezze poi spogliata
la notte complice nostra d'ogni rabbia
e tu amata come mille spose
in sogno mio e mio sogno d’amore.

In te

Imbarazzo nuovo brivido dentro
a me che libertino penso
giammai parola fece mai centro
e rosso in volto ora ti ascolto
parole segnate ora rimembro
di cui mai compresi il senso
parli ed io sogno di essere dentro.

Cantilena d'una sera

Serata attesa nel preparativo
di un incontro rapido e furtivo
sognando corpi avvinti nel piacere
e poi finita a scolare un bicchiere.
Attesa vana e sogno di una vita
che mai in me sarà assopita.
Parole scritte facendo quasi dolo
cose non dette che ora sono in volo.
Foglio mio bianco e penna nera
consola la retorica di questa sera.

Alla musa II

Eccoti nuova Musa ritrovata
la mente mia da te mossa
su fogli carchi d'assoluto nulla
sei per me fonte di piacere
l’immagine tua tutto annulla
squassando il corpo come una scossa
giammai ambita e troppo cercata.

Dormi

Dormi pure
con chi dormi
chi sogni accanto a te
chi ora è accanto a te
Dormi pure sconosciuta amante
in sogno mio amore è lieto
realtà diversa sconvolge il mio sognare
di te che dormi e sogni e il mio penare.

Poesia I

Periodo di poesia voglioso
la mano libera che erra
la mente incatenata al tuo pensiero
sconvolge il suolo e la terra
sulla quale io piango penoso.

All'amico

Sorriso amico d’amico caro lontano
da te giace l’amore
fin troppo in te nasce il dolore
dolor d’amor lontano e raro.

Giochi folli di follia liberata
schiavi non siamo di mille catene
ma d’una sola che ci offre sol pene
quella di lei non mai innamorata.

Su dimmi e dicendo ridiamo
nostro soffrire è assurdo e inutile
speriamo colei che ama il futile
e che non guarda noi che l’amiamo.

Ah, già lo so sapendo l’assurdo
dirai "non è amor" ed io son d’accordo
ma lasciami dire "non sempre concordo"
forse è amor questo nuovo disturbo.


Pensieri Confusi 1993/94


Vinvere, vinceremo 1917-1973

O tu che dormi nella
nera terra da ben pria
ch'io fossi lasciato solo
su questo nostro mondo,

dimmi ciò che facesti
nella tua breve vita,
dimmi cosa pensasti
quando andasti là dove
in cuor tuo volevi non andar.
Che provasti?

Inutil è ogni pensiero.

Alla mia musa

Sorriso profumato che mi squadri
con occhi penetranti lascia che
il mio petroso essere deponga
lo scettro stanco sul tuo cuore.
Giammai lo feci con altre.

Solitudo

Solitudine che nera
ricopri col tuo penoso
strale il cuore mio malato
poni fine al mio penare
e congiungi me a lei
che sola par esser donna